Punti di passaggio
Questo è un passaggio al Festival dei due Mondi di Spoleto
tutti rigorosamente con qualche indumento, in questa occasione di colore giallo.
11 luglio 2026
Con gli amici ormai di mezza vita a Spoleto, ribadisco, ci si trova in una galleria d'arte e si recita propria poesia, proprio con la nostra voce.
Una dietro l'altra, senza applausi, un fiume di immagini, di emozioni, di sensazioni e di ricordi, bellissimi e anche bruttissimi.
La loro caratteristica comune è che i versi escono sempre chiari, non sempre controllati, ma sempre come delle carezze.
Si perchè anche gli avvenimenti negativi, in cui nostro malgrado veniamo coinvolti e travolti, diventano nel profondo delle ferite. Il ricordo che si allontana, che corre distante da quel momento, le trasforma in punti di forza, punti di passaggio. Ricordare di evitare certi errori. La memoria umana è troppo breve e con il passare degli anni e della negatività del quotidiano, diventa sempre più labile. Tende a lasciar scorrere. Così, gli errori tornano.
E' tempo d'estate, sembra tutto fermo...sospeso. No, l'animo lavora e scava, cerca e poi guarda intorno e avanti.
Soprattutto avanti.
A me piace guardarmi intorno, per poi immaginare una proiezione del futuro, una scelta, sperimentare come può funzionare, se va cambiato qualcosa o se va rivisto completamente tutto.
Oggi, si guarda avanti, perchè il tempo delle lentezze, dovuto anche alle alte temperature, sta terminando. C'è un nuovo spazio per la ripresa autunnale, favorita da piogge sempre rinfrescanti.
Nuovi germogli stanno per nascere come tra le gemme più esposte al sole del leccio (Quercus ilex). Gli stimoli sono intorno, sono importanti, sono presenti.
Mi piace, oggi a fine agosto, più pensare ad una pianta sempre verde come il leccio, piuttosto che ad una pianta a foglia caduca che va verso l'inverno e il rallentamento.
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Non c'è tempo la pausa invernale, bisogna reagire.

