Qui, con semplicità e estrema libertà intendo parlare di musica, di poesia, di scrittura, di scultura e di spettacoli...quelli che tengo con gli amici artisti.
Mi piace pensare che si possa condividere l'arte con le persone, portando ad ogni incontro una nuova sperimentazione.
Alle volte, rimango sospeso tra un giorno e il successivo. Il cuore batte forte, il respiro è lieve. Irrompe nel silenzio la voce di Noemi e nasce l'inizio di una poesia o di una storia. Durante il lockdown, ogni Alba mi ha spinto alla ricerca della poesia più delicata, più semplicemente musicale.
Clicca se hai il coraggio di iniziare una storia...
Mentre camminavo nel bosco, dietro al Monte di Pale, in cerca di un confine, ha iniziato a nevicare. Nonostante fossi lontano dall'auto, non avessi ancora finito il lavoro di ricerca dei confini di quella proprietà, ho avuto la stessa sensazione di sempre sotto neve: calma!
Ho pensato al mio leprotto, intendo quello del Bosco che c'è, che saltellava sulla neve. Mentre mi allontanavo dalla montagna, ho trovato un nido di processionaria Thaumetopoea pityocampa, innevato su un pino, penso un Pinus uncinata. Appunto uno degli insetti descritti nel libro.
Inverno 2020 - 2021
Questa notte (31.01.2021) ho deciso di mettere a confronto la foto da me fatta a Sostino, con questa che aveva scattato JF. La seconda rende maggiore giustizia e onore ai nidi di processionaria e anche al fotografo. Foto scattata nell'inverno del 2019.
In auto, mentre mi spostavo velocemente per tornarmene a casa dalla mia Famiglia, ascoltavo, questo brano.
Questa sensualissima poesia, di un mio amico che non ama esser chiamato poeta, è nata transitando con la memoria lungo le sponde del nostro amatissimo Lago Trasimeno. Non ha avuto una splendida visione? Voi che ne pensate?
Una vecchia collaborazione con un caro Amico che allora sperimentava sulla fotografia.
JF mi disse di suonare qualcosa. Nelle notti successive registrai tre brani. A fine settimana glieli passai su chiavetta.
La settimana successiva mi sottopose le immagini e la sequenza montata con uno dei brani da lui scelti. In un'ora coordinammo il tempo con le fotografie...Una volta pronto me ne andai.
...ecco cosa succede con alberi troppo grandi, terreno troppo superficiale e soprattutto bagnato....un soffio di vento e ....
BOOM...Pino domestico con un'altezza di 25 metri...
Per gli aghi...c'è da dire che acidificano il terreno. Dove il terreno ha una basicità non indifferente, l'abbassamento del pH aiuta alcune specie erbacee, arbustive e arboree ad adattarsi meglio.
Lungo la salita verso il Monte Patino, incontro un carpino nero che mi racconta di questo sentiero.
"Questa è una valle spesso dimenticata dagli abitanti del paese, ma da questa valle, grazie all'azione della Fonte Vena, nell'arco di migliaia di anni si è formato il substrato di basamento di sabbia e limo su cui è stato eretto il paese."
Continua il Carpino "Durante, la scossa del 30 ottobre 2016 anche noi qui sui versanti della valle abbiamo avuto paura di essere inghiottiti o schiacciati. Cadevano dall'alto della montagna rocce e costoni di rocce di grandi dimensioni. Sembrava come una grandinata estiva, mentre il terreno da sotto le radici sussultava fortemente." I vecchi Alberi dicono che questi eventi siano già accaduti anni fa e più volte. Abbiamo temuto e anche i nostri amici animali sono scappati. "
Dopo una breve pausa e scuotendo le foglie, la pianta aggiunge: "Noi, potevamo solo aspettare che finisse."
"Ora che sono passati quattro anni, nel bosco abbiamo ricominciato a vivere, siamo più tranquilli, ma nessuno degli umani si è preoccupato di ripristinare il sentiero. Ci sono certe voragini, crepe impressionanti."
"Ma pensandoci bene, qualche ragazzo è passato e ce n'era uno, che camminava lentamente e che si è preoccupato di sistemarmi la chioma. Si è avvicinato e mi ha tagliato il ramo che una pietra mi aveva lacerato e sistemato quei rami che erano danneggiati. Poi, ha costruito sotto di me una bella panchina in legno. Vi aspetto per darvi refrigerio con la mia chioma che in quattro anni è diventata bellissima."
"Qualcuno mi viene a trovare? ...."Is anyone coming to see me? Who is coming to talk to me? Qui vient chez moi, je voudrais lui parler!"
Andare, camminare, divenire sono verbi di movimento. Sono forse la soluzione per il periodo che stiamo vivendo? Lo spostamento presuppone un lavoro sia esso fisico sia esso concettuale. Forse oggi parliamo di lavoro più concettuale, un viaggio mentale piuttosto che fisico, per poter trovare delle soluzioni alle continue sollecitazioni provocate dal virus, COVID 19. Esso di certo, si muove e viene facilmente veicolato dal nostro corpo, dal vivere moderno. Noi, per fermarlo siamo costretti a ridurre al minimo gli spostamenti, senza per questo rinunciare al nostro divenire.
Insomma, essere talpe, come suggeriva il romanzo "Diario di una talpa" di Paola Mastrocola, può in questo momento aiutarci ad impedire il propagarsi del virus. Ci aiuta a riflettere e a ragionare sul nostro modus vivendi. Per un adulto è più semplice, ma un ragazzo come vive questo rallentamento? Può un ragazzo trasformarsi in talpa, benchè sia alla continua ricerca della luce, dell'aria? Oggi, egli risponde che lui deve andare, deve fare, creare, vuole crescere e accumulare nuova esperienza.
Così nascono degli scontri con gli adulti, ancor più aspri di quelli che accadevano nella giovinezza a cui eravamo abituati fino a ieri. Si chiede ad un adolescente uno sforzo di maturità, di comprensione che non può conoscere, ne accettare. Questo divieto, l'ennesima chiusura lo farà inevitabilmente crescere prima del tempo.
Caro giovane, avrai dopo, quando tutto e molto presto verrà dimenticato, il tempo di andare ancora più velocemente per recuperare le esperienze perdute. Avrai un'arma in più: un pizzico di sapienza in più. Sarai inevitabilmente più riflessivo, più attento e ti sorprenderai di te stesso.
Allora, tu, o giovane, potrai incidere con maggiore capacità e consapevolezza sul tuo futuro, ben sapendo che la strada da fare sarà ancora lunga, come lo è per tutte le persone che vogliono imparare. Inizierai a farti delle domande e sbaglierai ancora...ma sbagliando potrai crescere. Insomma sarà per te un andare molto più consapevole.
Un filosofo di Recanati, a Pisa il 13 Aprile del 1828 scriveva riguardo la giovinezza:
Credei ch'al tutto fossero
in me, sul fior degli anni,
mancati i dolci affanni
della mia prima età:
i dolci affanni, i teneri
moti del cor profondo,
qualunque cosa al mondo
grato il sentir ci fa.
Avrai tutto il tempo per li "dolci affanni del cor"!
Semplice...dolce come le dolci carezze di una madre a suo figlio...